Come utilizzare correttamente gli ancoranti chimici: guida al tassello chimico, dal foro alla portata

Dopo aver scelto l’ancorante chimico è necessario assicurarsi di conosce tutti i passaggi dal foro alla posa dell’ancorante. Ecco una guida semplice per sapere davvero tutto sugli ancoranti!

Fissaggio con ancorante chimico: come utilizzare gli ancoranti chimici e come sono costituiti

Gli ancoranti chimici sono costituiti da una resina e da un catalizzatore (induritore), alloggiati in due sedi separate, in una cartuccia o in una fiala.
In caso di utilizzo del prodotto in cartuccia, i due componenti sono estrusi e mescolati già all’interno di un miscelatore statico, avvitato sulla cartuccia.
Nel caso della fiala, questa viene rotta dall’inserimento della barra di fissaggio. Una volta che i due componenti sono a contatto, inizia la reazione chimica di indurimento.

Affinché il fissaggio con l’ancorante chimico possa esibire la tenuta prevista è fondamentale completare la posa e rispettare i tempi d’attesa con attenzione!

Per dimensionare i fissaggi con tasselli chimici post-installati è necessario impiegare uno strumento di progettazione adeguato. La regolamentazione sulla verifica di resistenza richiede di valutare la risposta di diversi meccanismi di rottura con un calcolo articolato e complesso.

Würth viene in tuo aiuto con un software per il calcolo degli ancoranti gratuito e in costante aggiornamento utile per progettisti ed ingegneri.

Come calcolare e realizzare il foro perfetto: diametro foro per ancorante chimico

Puoi creare un foro perfetto seguendo le istruzioni che trovi sui tasselli chimici. Avrai bisogno di conoscere il tipo di materiale su cui fare la foratura e il diametro della barra da ancorare, oltre al peso da sostenere.

La scelta del metodo di foratura dipende quindi dal materiale di supporto per il fissaggio.

  • nel caso di muratura piena e ad alta resistenza, il foro può essere realizzato a roto-percussione, come nel caso del calcestruzzo o della muratura piena ad alta densità.
  • se invece il materiale è forato o pieno a bassa densità, il foro può essere realizzato invece a sola rotazione; in una foratura in materiale forato questo invece può compromettere la tenuta del fissaggio.

Il diametro foro per l’ancorante chimico deve essere calcolato in funzione del diametro della barra da ancorare. La dimensione corretta assicura la migliore aderenza tra resina e barra e tra resina e pareti del foro.

Il diametro del foro, indicato nelle schede del prodotto, è solitamente più grande di 2mm per barre di diametro inferiore a M20, rispetto a quello della barra filettata. Per misure superiori la differenza è di 4-5mm. Nel caso invece di ancoraggio di barre ad aderenza migliorata, per barre di diametro inferiore a ø20, il diametro del foro è solitamente più grande di 4mm rispetto a quello della barra. Per misure superiori solitamente la differenza è di circa 7-8mm, ma ti suggeriamo di controllare sempre le indicazioni del prodotto per evitare eventuali problemi.

Pulizia del foro per un’adesione ottimale

La pulizia del foro rappresenta un aspetto importante, spesso trascurato, che influenza molto la resistenza dell’ancoraggio. La presenza residua di polvere di foratura compromette il legame tra la resina e le pareti del foro e comporta una riduzione di resistenza fino al 70%!

Ecco come può cambiare l’adesione dell’ancorante:

utilizzo ancorante chimico
Fig. 1 Curva forza/spostamento con pulizia completa del foro
utilizzo ancorante chimico
Fig. 2 Curva forza/spostamento con pulizia parziale del foro
utilizzo ancorante chimico
Fig. 3 Curva forza/spostamento con pulizia solo con aria

Come pulire il foro

L’operazione è tanto semplice da eseguire quanto funzionale: prevede l’utilizzo di pompetta, a mano o ad aria compressa, e di uno scovolino che rimuova la polvere. Ti basterà soffiare quattro volte l’aria e quattro volte lo scovolino per poi ripetere, il gioco è fatto! Avrai un foro pulito, pronto ad aderire con l’ancorante chimico!

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Posa dei diversi tipi di ancorante chimico

Prima dell’estrusione del prodotto devi prevedere lo scarto di una prima quantità: questa infatti non è il risultato di un perfetto mescolamento dei due componenti. Solitamente si scartano i primi 10cm o comunque si scarta il materiale finché il colore della miscela non sia uniforme.

L’estrusione deve avvenire da fondo foro verso l’esterno, lasciando l’ugello immerso nella resina, in modo da evitare che si creino vuoti d’aria all’interno. È sufficiente riempire 2/3 del volume del foro, in quanto il restante è occupato dalla barra filettata.

L’inserimento della barra deve avvenire a mano con leggere rotazioni, in modo da favorire il perfetto ingranamento con la resina. A inserimento completato assicurati che la resina fuoriesca dal foro per verificare che sia riempito l’intero volume del foro. In caso contrario è necessario estrarre la barra e inserire ancorante chimico aggiuntivo.

Prima di poter fissare l’elemento è necessario attendere il tempo di indurimento, il quale dipende dal tipo di prodotto utilizzato e dalla temperatura esterna (leggi le istruzioni del prodotto per conoscere il tempo ideale di attesa). A indurimento completato è consentito fissare l’elemento e serrare il dado con chiave dinamometrica al corretto valore della coppia.

Nel caso di utilizzo di tassello chimico in fiala, questa viene inserita nel foro dopo l’operazione di pulizia. L’inserimento della barra filettata, collegata all’elettroutensile a roto-percussione, rompe la fiala e mescola i due componenti, dando inizio alla reazione di indurimento. Particolare attenzione deve essere dedicata alla scelta del diametro e della profondità del foro.

Impiego in supporti forati

Mentre nei materiali pieni la tenuta è dovuta all’ingranamento dell’ancorante chimico rispetto alla filettatura della barra e alla parete del foro, nei supporti forati si utilizza in aggiunta una bussola a rete che ha lo scopo di contenere la resina estrusa e di realizzare un sotto squadro, cioè un adattamento di forma che crea un contrasto rispetto alle pareti interne della muratura, consentendo al tassello chimico di resistere alle sollecitazioni.

Ancoranti chimici e Valutazione Tecnica Europea ETA

Esistono vari tipi di ancoranti chimici che presentano prestazioni diverse in relazione alla propria composizione chimica. Per impieghi in opere da costruzione è necessario che il prodotto abbia marcatura CE e quindi che sia dotato di Valutazione Tecnica Europea ETA. Questo documento consente di determinare le prestazioni del prodotto, le quali sono dichiarate dal produttore nella Dichiarazione di Prestazione DoP, necessaria per poter ottenere la marcatura CE.

Würth presenta anche una gamma di prodotti per il fissaggio di tipo sismico con categoria di prestazione C1 e C2, per scegliere l’ancorante chimico adatto verifica il tipo di materiale in cui utilizzarlo e scegli la portata dell’ancorante giusta.

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