Come attrezzare la tua officina per veicoli elettrici: da officina tradizionale a officina del futuro

Il passaggio dalla produzione di energia fossile alle energie rinnovabili è in pieno svolgimento. Il nuovo accordo della conferenza ONU sul clima COP21 sulla limitazione del riscaldamento globale a +2°C e la riduzione delle emissioni di CO2 del 50% entro il 2050 accelererà questo processo e darà un forte impulso al mercato delle energie rinnovabili.

Il settore dei trasporti è ancora un gigante della CO2. È responsabile del 25% delle emissioni in Europa. Il traffico stradale quotidiano, in particolare, danneggia enormemente il clima. Ma la nostra consapevolezza sulla mobilità sta cambiando, la auto di domani saranno a risparmio energetico e rispettose del clima. Nel seguente articolo scoprirai come convertire la tua attività in un’ officina del futuro.

Ma come si può evolvere un’officina tradizionale in un’officina per veicoli elettrici e ibridi? Scopri normative e attrezzatura per andare verso il futuro!

E-mobility: è troppo tardi per iniziare?

No, non è ancora troppo tardi! L’e-boom sta già avvenendo ma la necessità che ha chi guida veicoli elettrici di infrastrutture di ricarica affidabili continua ad aumentare. Per la manutenzione di questi veicoli elettrici, le officine necessitano non solo di un vasto know-how, ma anche di strumenti e materiali di consumo adeguatiScopri i prodotti qui >

Con l’aumento della ciroclazione delle auto elettriche, che succederà alle officine tradizionali? Quando candele, iniettori, filtri e olio lubrificante saranno solo un ricordo i car service continueranno a essere fondamentali. Se è infatti vero che le auto elettriche richiedono meno soste in officina, è anche vero che la manutenzione ordinaria e la manutenzione straordinaria richiedono un’attenzione particolare rispetto alle vetture tradizionali,

Sono soprattutto le batterie, il cuore pulsante delle automobili full electric, ad aver bisogno di officine specializzate! La maggior parte delle officine stanno già cambiando. Molti meccanici stanno diventando figure professionali specializzate, hanno acquisito competenze, investito in tecnologia e formazione, per garantire un servizio efficace ai propri clienti, sia per le auto ibride che per l’elettrico.

A fine 2020 le vendite di auto elettriche e di ibride plug-in sono aumentate del 147% rispetto al 2019. Gli incentivi statali sono fondamentali in questo processo di cambiamento e, entro il 2030, saranno oltre 130 mila i veicoli elettrici in circolazione.

Da officina tradizionale ad officina per auto ibride ed elettriche

Oltre agl interventi tradizionali come assetto, freni, fari, tergicristalli, ammortizzatori e pneumatici, ci sono altri elementi come i fluidi di raffreddamento e lubrificazione, ma il sistema elettrotecnico è quello che più differenzia queste tre tipologie di veicoli.

La attività in sovratensione nei veicoli ibridi ed elettrici ha bisogno di tecnici specializzati ed è qui che serve fare formazione nella propria officina. Sono diversi gli obblighi previsti dal capo III (Impianti ed apparecchiature elettriche) del Decreto legislativo 81/08 con gli aspetti relativi agli obblighi del datore di lavoro all’art. 80 e alle misure preventive e protettive, definite negli art. 82 (lavori sotto tensione secondo la norma di riferimento CEI EN 11-27) e 83 (lavori in prossimità di parti attive). Le attività di manutenzione sui veicoli elettrici o ibridi rientrano, a tutti gli effetti, all’interno della categoria dei “lavori elettrici”, il personale che effettua lavori con rischio elettrico su veicoli elettrici o veicoli ibridi, deve essere formato secondo la norma di riferimento CEI EN 11-27, in accordo con gli obblighi sanciti dal D.Lgs. 81/2008 in merito alla sicurezza dei lavoratori. Queste normative sono obbligatorie per gli operatori di autofficine e autodemolitori ma rappresentano anche una grande opportunità!

Formazione degli operatori e-mobility: organizzazione aziendale e responsabilità

Dato che lavorare su veicoli elettrici e ibridi ha un potenziale di rischio maggiore rispetto alle auto a benzina e disel, è essenziale una chiara organizzazione e regolamentazione delle responsabilità all’interno dell’azienda. A seconda del tipo di lavoro da eseguire, i lavori su veicoli con sistemi ad alta tensione possono essere eseguiti solo da elettricisti qualificati. Questi gruppi di persone devono avere una formazione specifica.

Si fa una distinzione tra:

  • lavori non elettrici sul veicolo, lavori sull’impianto elettrico convenzionale
  • Interventi sull’impianto ad alta tensione previa attivazione, interventi su veicoli incidentati in panne il cui accumulo di energia non è compromesso e l’attivazione sicura è possibile.
  • Lavorare su accumulatori di energia alimentati o su veicoli incidentati con sistemi ad alta tensione il cui accumulo di energia è interessato.

Esiste quindi una distinzione fra tre diversi tipi di lavoratori:

  • Esperto per i sistemi ad alta tensione che deve avere una formazione professionale di base e nella gestione dei sistemi ad alta tensione.
  • Personale istruito per i sistemi ad alta tensione
  • Persone senza istruzione nella gestione dei sistemi ad alta tensione.

Abbiamo detto che il D.Lgs. 81/08 stabilisce che per svolgere lavori elettrici occorre un personale qualificato e informato sui pericoli derivanti dal rischio elettrico, la normativa CEI 11-27 stabilisce le tre qualifiche a seconda del grado di competenza:

  • PEI: è la persona idonea a svolgere ogni tipo di lavoro elettrico, compresi quelli sotto tensione. In officina, ad esempio, è l’unico tecnico che può maneggiare le batterie, sostituendone anche le celle.
  • PES: è la persona esperta e responsabile dei lavori elettrici, dotata di conoscenze tecnico-teoriche, in grado di analizzare e valutare i rischi derivanti dall’elettricità ed eseguire lavori fuori tensione e in prossimità. Può supervisionare e delegare ma non intervenire sugli impianti elettrici. Il PES è l’unico tecnico che, attraverso un corso specifico, può diventare PEI. È una figura determinante in officina poiché senza la presenza di almeno un PES non è possibile accettare auto elettriche e/o ibride qualunque sia l’intervento da svolgere.
  • PAV: è la persona avvertita su come evitare i pericoli derivanti dai rischi elettrici. In qualità di persona messa a conoscenza dei rischi elettrici, può svolgere lavori fuori tensione e in prossimità di tensione, a patto che venga istruita, assistita o supervisionata da una PES. In officina è il meccanico a cui il PEI delega alcuni interventi, una volta accertatosi che non vi sia alta tensione.

Sicurezza

Gli interventi sugli impianti ad alta tensione sono consentiti solo se non sotto tensione. Segui sempre le tre regole di sicurezza:

  1. De-energizzare
  2. Evitare la riaccensione
  3. Verificare che non ci sia tensione (osservare la regola dei 3 punti: controllare il misuratore, misurare la tensione, ricontrollare il misuratore).

Conclusione

L’uso dell’elettricità come energia motrice è efficiente, ecologico e spesso anche più economico della produzione di energia fossile. I principali ostacoli a una svolta nella mobilità elettrica nella vita di tutti i giorni erano la capacità della batteria e i tempi di ricarica. Oggi è possibile raggiungere un’autonomia da 300 a 400 km in un tempo di ricarica di soli 15-20 minuti. Questo nuovo standard garantisce una maggiore accettazione nel settore delle auto elettriche e quindi la necessità di veicoli elettrici e infrastrutture di ricarica aumenterà notevolmente.

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