Tre buoni motivi per investire nel fotovoltaico in Italia

Entro il 2030 i Paesi UE dovranno produrre il 32% dell’energia da fonti rinnovabili

Energia da fonti rinnovabili, autosufficienza energetica, limitazione delle emissioni inquinanti sono diventate tematiche di primo piano a livello mondiale. In linea con questi obiettivi, un recente accordo tra Parlamento, Commissione e Consiglio Europeo ha innalzato dal 27% al 32% la percentuale di energia da fonti rinnovabili che i 27 Paesi dell’UE dovranno produrre entro il 2030.

Fotovoltaico, un settore in crescita

In Italia, il mercato delle energie rinnovabili rimane un tema sensibile. Lo testimoniano le potenze installate nel corso del 2017, con circa 930 MW di nuova potenza installata da idroelettrico, eolico, fotovoltaico e biomasse. In particolare, il fotovoltaico continua a essere il settore trainante, con 415 MW di nuova potenza installata (GSE).

Anche il 2018 è iniziato positivamente per il fotovoltaico, mantenendo i trend degli anni precedenti e confermando una preferenza per gli impianti di tipo residenziale (potenze fino a 20 kW), i quali rappresentano quasi il 60% delle nuove installazioni (ANIE Rinnovabili).

Fotovoltaico residenziale

Tecnologia, edilizia e detrazioni i fattori trainanti

Ecco perché investire nel fotovoltaico in Italia

L’andamento positivo del comparto del fotovoltaico è sempre meno influenzato dai meccanismi di incentivazione passati – l’ultimo Conto Energia è terminato a luglio 2013 – e sempre più sostenuto da uno sviluppo tecnologico costante che ha permesso di realizzare rendimenti sempre maggiori dei pannelli uniti a una costante diminuzione dei prezzi degli impianti stessi. Secondo i dati della società di consulenza strategica Roland Berger, i pannelli hanno subito infatti una diminuzione di prezzo di oltre l’80% dal 2007 a oggi.

Significativo per la crescita del settore è anche l’obbligo di integrare le fonti rinnovabili negli edifici di nuova costruzione o sottoposti a ristrutturazioni rilevanti (sopra i 1000 mq di superficie utile) introdotto dal D. Lgs. 28/2011, il quale impone quote di integrazione sempre maggiori negli anni. In particolare, a partire dal 1° gennaio 2017, la somma dei consumi energetici previsti per l’acqua calda sanitaria, il riscaldamento e il raffrescamento dovranno essere coperti per il 50% da fonti rinnovabili.

Inoltre, il decreto impone anche una quota parte di potenza elettrica da installare sopra o all’interno dell’edificio o nelle relative pertinenze in funzione della superficie dell’edificio stesso: la potenza elettrica degli impianti alimentati da fonti rinnovabili, misurata in kW, viene calcolata secondo la seguente formula: P = S/K, dove S sta per superficie in pianta dell’edificio al livello del terreno, misurata in mq, e K sta per coefficiente (mq /kW) che dal 1 gennaio 2017 viene assunto pari a 50. Ciò significa che, ad esempio, per un edificio di 100 mq, servono 2 kW di potenza installata.

Un altro fattore decisivo è rappresentato dalla proroga per tutto il 2018 dell’incentivazione della detrazione IRPEF del 50% in 10 anni della spesa sostenuta per l’installazione dell’impianto che, unita all’eventuale contributo di scambio sul posto, rende sicuramente il fotovoltaico ancora un investimento favorevole.

Grazie all’evoluzione tecnologica, i pannelli fotovoltaici realizzano rendimenti sempre maggiori e hanno subito una diminuzione di prezzo di oltre l’80% dal 2007 a oggi

Dal 2017, nelle nuove costruzioni la somma dei consumi energetici previsti per acqua calda sanitaria, riscaldamento e raffrescamento devono essere coperti per il 50% da fonti rinnovabili

Prorogata per tutto il 2018 la detrazione IRPEF del 50% in 10 anni della spesa sostenuta per l’installazione di un impianto fotovoltaico

Cos’è lo scambio sul posto?

L’energia generata dai pannelli fotovoltaici viene in parte auto-consumata e in parte immessa in rete.

Lo scambio sul posto di fatto è un sistema che valorizza l’energia prodotta dall’impianto che non viene istantaneamente auto-consumata: è una sorta di rimborso in bolletta che ripaga l’utente per l’energia che ha immesso in rete e che tiene conto della quota energia, ma anche del rimborso di parte dei servizi di rete: distribuzione, dispacciamento, oneri generali di sistema, ecc…

Se a fine anno il valore dell’energia immessa in rete è maggiore del valore dell’energia prelevata dalla rete, si hanno delle eccedenze che vengono quantificate e liquidate dal GSE o messe a credito in bolletta.

Questo sistema di valorizzazione, unito alla quota parte di energia direttamente auto-consumata (che rimane il risparmio maggiore per il proprietario dell’impianto) rende l’installazione di un impianto fotovoltaico un investimento vantaggioso.

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La gamma di staffaggi fotovoltaici Zebra® Solar di Würth Italia conferma questo trend positivo con una crescita cumulata del fatturato del 10% nei primi 7 mesi del 2018 rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente a dimostrazione di una maturità ormai raggiunta e del continuo interesse che il comparto del fotovoltaico continua a suscitare.

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