La storia del logo Würth

All’inizio era la vite a caratterizzare la nostra attività commerciale e anche il nostro marchio. Il Prof. Dr. h. c. mult. Reinhold Würth ha dedicato tutta la sua vita alla creazione del Gruppo Würth. Molto presto il titolare del Gruppo ha intuito che per affermarsi sul mercato sarebbe stata necessaria un’immagine chiara e autorevole. Imprimendo sostanza al marchio e definendone il logo, Reinhold Würth ha trasformato la “Ferramenta Adolf Würth” nel “Marchio Würth”.   L'evoluzione del logo Würth   La nostra promessa, il nostro marchio Il nostro nome contiene una promessa. Infatti il marchio Würth è sinonimo di qualità eccellente, servizio impeccabile ed affidabilità assoluta. Grazie a questa promessa e al suo grandioso spirito innovativo, Reinhold Würth ha fatto diventare la sua azienda leader mondiale nella distribuzione di prodotti e sistemi professionali per il fissaggio. Concreto e preciso La vite, uno dei nostri 100.000 prodotti, è il modello di riferimento del nostro logo. Una vite a testa cilindrica e una a testa tonda affiancate l’una contro lìaltra, assieme al nome Würth, caratterizzano un logo che, con piccole modifiche, ancora oggi rappresenta il nostro marchio aziendale in tutto il mondo. Sintesi e stile In occasione del 65° giubileo della prima società del Gruppo, la Adolf Würth GmbH & Co. KG e per allineare il marchio Würth all’evoluzione aziendale ed uniformarne l’identità in tutto il mondo viene rinnovato l’immagine aziendale. Partendo da quanto creato dal padre, la figlia Bettina Würth da anni è impegnata sul fronte dle marchio, nell’intento di un suo ulteriore rafforzamento e consolidamento. È stata ed è tutt’oggi la maggiore responsabile del rinnovamento del marchio Würth. “Il rinnovamento del marchio Würth, non si limita esclusivamente al logo”, afferma Bettina Würth, “Infatti un marchio è come una persona, la identifichiamo attraverso il nome, la conosciamo attraverso l’espressione del suo linguaggio e reagiamo in un determinato modo alla sua attrattività e al suo stile.”

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