Dal restauro di mobili e oggetti antichi all’arredamento moderno grazie a Wüdesto: la storia di Bottega d’Arte Antica

Semilavorati in legno per mobili e strumenti di vendita evoluti: questo è Wüdesto, la soluzione che Würth offre ai falegnami, architetti e interior designer per realizzare progetti di arredo unici, capaci di soddisfare anche i clienti più esigenti. Grazie a oltre 2.500 varianti di elementi su misura e alla simulazione 3D dei progetti, potrai velocizzare la produzione e stupire i tuoi clienti come mai prima d’ora.

Grazie al Virtual Show Room di Wüdesto, Bottega d’Arte Antica ha ampliato la propria clientela, aprendo nuovi orizzonti lavorativi

Bottega d’Arte Antica è un laboratorio con sede a Tuoro, sulle rive del Lago Trasimeno, da sempre specializzato nel settore dell’antiquariato e del restauro di mobili e oggetti antichi. Grazie alla maestria di un’equipe di esperti restauratori, laccatori e decoratori, studio, esperienza e competenza si coniugano in un equilibrio che offre qualità, valore, rispetto e fedeltà all’epoca e allo stile dei pezzi originali. Negli anni, la crisi di questo settore ha spinto Roberto Renzoni – attuale gestore della bottega insieme al padre – ad ampliare la propria offerta e a considerare la proposta di allestimento del Virtual Show Room di Wüdesto, grazie al quale oggi offrono anche una proposta d’arredo moderno che ha consentito di dare vita a nuove opportunità lavorative e di aprirsi anche a un genere di clientela che prima non potevano gestire.

Quali sono le sfide più importanti per un restauratore al giorno d’oggi?

Le stesse sfide che incontrano i tanti imprenditori che lavorano in tutti quei settori che hanno subito un ridimensionamento. Eravamo un’azienda specializzata solo in commercio e restauro di antiquariato all’ingrosso, ma con la crisi il mercato dell’antiquariato – che è un prodotto molto emozionale – si è ridimensionato. Di conseguenza ci siamo dovuti riorganizzare aprendoci anche ad altri segmenti, come quello dell’edilizia, della cantieristica, etc.

Quanto è importante per chi lavora nel vostro settore saper diversificare la propria attività?

È fondamentale. Fortunatamente, essendo un’azienda specializzata in lavorazioni a componente di elevata manualità e precisione, avevamo padronanza di tutta una serie di tecniche che ci sono tornate utilissime anche in altri ambiti. In questo senso, Wüdesto è uno degli elementi arrivati da ultimo. Prima abbiamo cominciato con la lavorazione di pavimenti, di legni antichi, fino ad arrivare al punto di poter prendere una casa in grezzo e chiuderla con infissi, soglie, mensole, porte e, infine, con l’arredamento. Chiaramente solo ed esclusivamente su misura. Tutto questo concorre ad offrire un servizio il più completo possibile e ci permette di presentarci come unici interlocutori per gestire quello che è l’arredo nella sua completezza.

Grazie alla possibilità di visualizzare il progetto in 3D sul maxi schermo, si riesce ad avere una evoluzione progettuale più rapida e ad ottenere un preventivo seduta stante.

Perché avete scelto di investire in un concept come Wüdesto e in che modo supporta la Vostra attività lavorativa?

Abbiamo scelto di acquistare Wüdesto proprio per evitare di investire in macchinari magari di basso livello e quindi non in grado di poter offrire la qualità di cui invece sono garanzia i prodotti Würth. Per noi si è rivelato lo strumento ideale perché, specializzatissimi in lavorazioni manuali ma poco organizzati per lavorazioni fatte a macchina, abbiamo potuto integrare la nostra attività senza investimenti troppo onerosi. Grazie a Wüdesto riusciamo ad offrire una varietà di materiali (anche particolari come laminati, laccati, vetri, acciai, polimeri), colorazioni e lavorazioni che altrimenti non saremmo riusciti a dare. Sempre mantenendo un prodotto conforme agli standard del nostro target di clienti, che è di fascia medio-alta.

Quali sono i principali vantaggi che offre Wüdesto?

Noi utilizziamo lo strumento Wüdesto per quello che è: prodotti di buona qualità, lavorazioni di buona qualità – dalle verniciature, alle puntature poliuretaniche, alla ferramenta GRASS – per un pubblico che richiede questi standard. Inoltre, grazie alla possibilità di visualizzare il progetto in 3D sul maxi schermo, si riesce ad avere un’evoluzione progettuale più rapida e ad ottenere un preventivo seduta stante. In perfetta linea con il nostro metodo di lavoro, che è anche la nostra filosofia: ci piace che quando un progetto va in produzione, eventuali vizi e difetti siano già stati risolti a monte, per far sì che il risultato sia un “buona la prima”.
In più è un sistema in evoluzione, si aggiorna continuamente, non è statico.

Wüdesto: uno strumento di progettazione, di vendita o entrambi?

Entrambe le cose. Lo show room è diventato un mini atelier con campioni, dove si fanno anche le riunioni con i clienti, dove si studia il progetto. Nella mia attività, è l’unico spazio moderno all’interno di un luogo di antiquariato. Questo contrasto piace molto: una specie di isola moderna all’interno di un mondo antico.

Restauro e mobili su misura, antico e moderno. Come riesce a coniugare tradizione e nuove tecnologie? 

Riusciamo a coniugarle perché abbiamo padronanza di entrambi i settori. Ci sono clienti che vogliono tutto modernissimo, e in quel caso ci attiviamo con Wüdesto, mentre ci sono quelli che chiedono uno stile antico, classico o neoclassico, fino all’architetto che richiede una commistione tra stili. In questo caso abbiniamo le nostre lavorazioni, ad esempio sul massello o sul legno nuovo o antico, con i lavori di Wüdesto. È un’attività complessa, che richiede moltissima attenzione a livello processuale: non c’è margine d’errore per nessuno.

Tutti i progetti realizzati con Wüdesto hanno rappresentato un’integrazione del fatturato.

Come reagiscono i Clienti di fronte al Virtual Show Room di Wüdesto?

Per quelli che erano i soggetti della nostra vecchia clientela, è stata una piacevolissima sorpresa. Hanno visto l’azienda che cercava di aprirsi anche verso altri settori, ma sempre puntando su un prodotto di alto livello e qualità. Passato l’effetto sorpresa, però, cerchiamo di fargli capire che oltre all’entusiasmo nel vedere l’anteprima del progetto in 3D, bisogna anche riuscire a capire già a priori quali possano essere le migliorie e le modifiche da fare in vista di quando poi il mobile arriverà a casa. È questo il lavoro difficile.

Il target di clienti è cambiato, o chi commissiona opere di restauro è anche chi richiede arredi moderni?

Da quando ci siamo riorganizzati, anche la nostra clientela si è ampliata. Ora disponiamo anche di un nostro Ufficio Tecnico e di un servizio di progettazione, per cui il target è molto variegato: dal cliente finale, all’architetto, all’agenzia, al general contractor, all’arredatore. Nel 90% dei casi comunque il cliente che commissiona opere di restauro è lo stesso che richiede anche arredi moderni. Ma più che il cliente, è la casa stessa che richiede sia pezzi nuovi che antichi. Sarebbe impossibile realizzare una cucina con soli mobili d’antiquariato; in questo caso proponiamo ad esempio i portali in legno antico, però con le casse Wüdesto. Quindi c’è sempre una commistione di stili.

A 4 anni dall’acquisto di Wüdesto, avete riscontrato un incremento delle vendite? Se sì, di quanto?

Tutti i progetti realizzati con Wüdesto hanno rappresentato un’integrazione del fatturato. Prima non avremmo potuto concretizzarli, se non facendo degli investimenti galattici. Parlando di cifre, l’incremento è stato almeno di un 10%. Ma dipende dalle annate, nel 2018 ha pesato anche di un 30% in più sul fatturato totale.

Fino a che punto un mobile, che è anche un oggetto funzionale, può considerarsi un’opera d’arte?

A mio avviso un oggetto antico è sempre in parte oggetto di uso comune e in parte opera d’arte. Di fatto riflette uno stile e una moda del tempo in cui è stato realizzato, di cui parla sotto tutti gli aspetti: artistico, stilistico, di utilizzo, etc. Ci parla anche dei materiali che venivano utilizzati, delle tecniche di cui erano a conoscenza in quell’epoca… se pensiamo ad una cucina degli anni ’20, sicuramente non potrà esserci il piano a induzione, no?