Economia circolare in edilizia con Eurac: strategie per le costruzioni del futuro, oggi

Eurac Research è un centro privato che conta quindici istituti di ricerca. Gli studi di Eurac Research, centro di ricerca a vocazione europeista, si muovono dalle conoscenze e dalle esigenze del territorio montano e plurilingue, dove è sorto, ma sono sviluppati sia la livello locale che globale.

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Intervistiamo Annalisa Andaloro, Senior Researcher per Eurac da ottobre del 2017, nell’istituto per le energie rinnovabili, Energy efficient buildings group.

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Annalisa Andaloro, Senior Research Eurac

Cos’è Eurac Research e di cosa si occupa?

Eurac è un consorzio di 15 istituti, centri e laboratori riconosciuto a livello europeo. Fondato nel 1992 come associazione privata, noi di Eurac ci occupiamo di diversi temi di attualità, dai diritti alle minoranze, al Public Management, fino alle energie rinnovabili.

Argomenti così variegati sono complessi da gestire da un unico istituto, anche se si lavora come un’organizzazione unica: questa caratteristica ci rende unici.

L’Istituto per le Energie Rinnovabili, quello in cui lavoro, cerca soluzioni e una gestione sostenibile delle risorse a livello ambientale, tema che si declina in diversi ambiti di ricerca, divisi su diversi gruppi disciplinari. Ci occupiamo quindi dell’utilizzo di energia rinnovabile per edifici recenti e storici, con le complessità dei vincoli architettonici; ma anche di riscaldamento e raffrescamento degli edifici, la mobilità elettrica, la produzione di energia da fotovoltaico, cercando di ideare e sviluppare prodotti innovativi e soluzioni tecnologiche o costruttive con impatto ambientale sempre minore ed eliminando l’utilizzo di fonti non rinnovabili.

Noi di Eurac creiamo dei veri e propri modelli e agiamo sui consumi energetici dell’edificio, città, distretto, quartiere. Su tutti i settori e le fonti rinnovabili possibili, Eurac può sviluppare un progetto.

Qual è la mission di Eurac e a chi si rivolge?

La nostra mission come Istituto per le Energie Rinnovabili è fornire soluzioni tecnicamente avanzate per rendere gli edifici e le città sempre più sostenibili. Ci rivolgiamo a diversi target: enti pubblici, altri enti di ricerca, aziende del settore costruzioni ed energia interessate a sviluppare nuovi modelli e prodotti che possano fare la differenza.

Ma non solo, vogliamo arrivare fino al cittadino, con iniziative di comunicazione dedicate ai nostri stakeholder esterni, per informare sulla qualità e diffusione delle nostre ricerche e soluzioni tecniche. Questo lo facciamo attraverso attività, eventi pubblici, network di aziende ad ampio respiro a livello mondiale, non solo europeo o altoatesino.

Che tipo di attività svolgi all’interno di Eurac?

In qualità di ricercatrice senior, ho una serie di compiti organizzativi e operativi. Sono un ingegnere edile con un master in Ingegneria dei sistemi edilizi e il mio lavoro, se dovessi raccontarlo a chi non ha conoscenze nel mio ambito, direi che consiste nel quantificare quanto costano e in quanto tempo si ripagano gli investimenti in ambito di energie rinnovabili ed efficienza energetica.

Mi occupo della creazione di business model innovativi per l’efficienza energetica: le soluzioni in questo campo sono ormai mature ma mancano business model che li incentivino.

FACE - corso facciate euracSono inoltre la Coordinatrice scientifica del corso FACE – Façades Architecture Construction Engineering, da un anno: un training specializzato che tratta formazione e aggiornamento sul tema delle facciate degli edifici per professionisti del settore da 2 a oltre 10 anni di esperienza lavorativa.

I temi affrontati vanno dal ciclo di vita della facciata, alla progettazione e la messa in opera, attraverso lo studio di temi innovativi e approfondimenti del mercato, concetti architettonici, requisiti funzionali e le relative competenze tecniche basate su un approccio intersettoriale e internazionale.

Il corso dalla prima edizione del 2013 si è evoluto ed è diventato una vera a propria piattaforma di scambio professionale molto interessante e dinamica. I professionisti rimangono in contatto, creando un network che potremmo definire una vera e propria community tecnica.

Non sono tanti i corsi in Europa e nel mondo di questo tipo, FACE è un punto di riferimento; pur essendo l’unico corso erogato dall´Istituto per le energie rinnovabili (in collaborazione con Eurac Education), molti dei nostri ricercatori fanno anche da relatori o vengono invitati in altri seminari perché per noi diffondere le conoscenze è un obbiettivo importantissimo. FACE è una perla, l’education non è la core mission dell´Istituto, ma nasce come una diretta conseguenza delle nostre attività.

Economia circolare per l'edilizia - circolare

I nostri ricercatori fanno da relatori o vengono invitati a diversi seminari perché per noi diffondere le conoscenze è un obbiettivo importantissimo.

Quale valore ha a livello europeo Eurac e che contributi porta?

Eurac lavora su bandi di ricerca finanziati dall’Unione Europea, il principale è Horizon 2020. Ci sono tante fonti di finanziamento, questa è la principale fonte economica per le ricerche. Il ruolo di Eurac è variabile, ci sono consorzi a cui partecipiamo come partner portando expertise, altri in cui coordiniamo e oltre al know-how, portiamo anche esperienza di management dell’ambito di ricerca.

Eurac ha 517 collaboratori, 81 progetti finanziati dalla Commissione Europea per un budget complessivo di oltre 90 milioni di Euro.

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Com’è nata l’idea del corso FACE e come si è evoluta nelle varie edizioni?

Il progetto si è evoluto in maniera graduale diventando sempre più importante, giunto oggi alla sua quarta edizione. L’idea originale era fornire alla realtà locale un’occasione di aggiornamento sulla tematica della facciata, che in Alto Adige è un aspetto connotante, data la tradizione costruttiva artigianale di qualità elevata trasmessa alle imprese che sono “le Ferrari della facciata”.

Inizialmente erano coinvolti solo i professionisti sul territorio altoatesino, nella seconda edizione si è passati a livello nazionale. Dalla terza edizione si è creato un backup economico come fosse un vero e proprio progetto di ricerca, finanziato dalla commissione europea su un progetto congiunto tra Italia e Austria, con un budget destinato all’organizzazione del corso, che ha fatto un salto verso l’internazionalità.

Gli iscritti venivano da diversi Paesi, anche fuori Europa, e la partecipazione era gratuita, anche dato l’interesse e il respiro non più locale del corso; quest’anno c’è stato un ulteriore upgrade. Durante l’ultima edizione abbiamo trovato fondi alternativi, come sponsor aziendali e si è chiesta una tassa di iscrizione. Il valore di mercato è aumentato e riconosciuto, il formato del corso è ormai consolidato e ci sono addirittura delle liste d’attesa.

Il formato del corso è rimasto costante nel tempo, con lezioni frontali di aggiornamento tecnico che non consistono solo nell’insegnare un metodo o l´uso di alcuni tool, ma nel dare una panoramica d’aggiornamento evidenziando le innovazioni. I corsisti sviluppano inoltre un  project work, con un lavoro di ricerca seguito da un tutor, e poi presentato durante la conferenza di chiusura del corso, alla presenza dei relatori e degli sponsor aziendali, oltre che del pubblico.

Quanto è importante coinvolgere e sensibilizzare le aziende nel processo innovativo e al cambiamento tecnologico?

La sponsorizzazione significa per noi creare una partnership, entrare a far parte della nostra community tecnica portando un contributo, il pool di aziende che si è creato non rappresenta un contributo economico ma porta per lo più l’expertise dell’azienda. Alcuni dipendenti dei nostri sponsor seguono il corso, e chi non ha mai affrontato il tema della facciata avrà una visione diversa a fine corso, portando con se un contributo innovativo all’azienda.

Molte aziende sono già sensibili e investono nelle energie rinnovabili da anni, e noi cerchiamo di coinvolgere e mescolare professionisti diversi nella classe di FACE che, con diverse conoscenze tecniche, potranno confrontare punti di vista ed esperienze variegate e talvolta complementari.

Che tipo di collaborazione c’è con Würth Italia?

La collaborazione nasce prima di FACE, con un progetto per Modyf sulla messa a punto di una calzatura, uno studio di fattibilità tecnico economico sul comfort della calzata.

Fotovoltaico, controllo ambientale: sono tanti i temi da affrontare insieme e da quando Würth è presente nell´ecosistema di NOI Techpark, che ci ospita, la cooperazione è facilitata. Insistere sullo stesso ecosistema di innovazione ha facilitato la condivisione di informazioni, tematiche di ricerca da sviluppare, ci ha aiutati a cercare anche temi diversi e nuovi partner.

Nel corso FACE si sigla un interesse di approfondire la tematica della facciata con un investimento futuro per aprirsi la strada ad un mercato sempre più specifico. Questa partnership strategica quindi non si esaurisce con il corso, siamo consapevoli che c’è una nicchia a cui siamo entrambi interessati e si può continuare a lavorare insieme.

Economia circolare per l'edilizia - edifici

I gruppi di ricerca  vogliono promuovere l’efficienza energetica per ridurre e eliminare l’uso delle fonti non rinnovabili. Agiamo lavorando sulle strategie e le tecnologie sostenibili a livello verticale dei componenti e dei sistemi impiantistici.

Come funzionano i tavoli tecnici che organizzi e come vedi, in proiezione, la collaborazione con Würth?

I tavoli tecnici sono occasioni di confronto: immagino che Würth, azienda molto connessa al territorio e ricca di argomentazioni da offrire, voglia portare avanti un progetto con noi. Se dovessi facilitare questo confronto, inizierei allineandoci per capire gli intenti e interrogarci sulle soluzioni.

Per esempio, ci potrebbe essere un progetto finanziato con fondi europei di sviluppo regionale di un sistema di aggancio per una facciata in legno. Immagino ci sarebbe un forte follow up perché c’è l’interesse e la conoscenza da parte di Würth di portare avanti un progetto di questo tipo. Ci sarebbero eventi di confronto fra stakeholder, anche se non c’è ancora il prodotto, momenti di condivisione degli avanzamenti della ricerca. I tavoli tecnici funzionano bene come pre-validazione dei risultati, ci piace vedere se ci sono giá dei soggetti interessati al loro utilizzo prospettico. I ricercatori presentano l’avanzamento, con focus Group e discussione, anche tramite la modalità online, e dai partecipanti collezioniamo feedback e soluzioni per portare avanti lo sviluppo del sistema di aggancio.

Altre volte delle idee nascono proprio all’inizio del progetto e si crea una comunità tecnica di riferimento, con domande specifiche per guidare lo sviluppo di un prodotto. A volte organizziamo degli incontri ad alto tasso di interazione, altre volte si tratta solo un questionario, di cui poi divulghiamo i risultati.

Che visione avete del futuro? Come cambierà l’edilizia nei prossimi anni?

Un cambiamento già in atto è quello dell’industrializzazione: industrializzando i componenti si ha una chiave di lettura per garantire la qualità dell’opera, garanzia di durabilità del sistema. Queste certezze portano con sé tematiche di sostenibilitá ambientale ed economica. Decarbonizzare la società e l’edilizia è imperativo a cui tendere, per questo è importante rendere più accessibili i sistemi tramite l’industrializzazione.

La digitalizzazione e automazione del settore stanno emergendo con forza e troveranno il loro spazio, semplificando i processi nel settore edilizia, che avanzano molto più lentamente perché nel settore Energia e costruzioni c´è una certa resistenza alla condivisione dei dati, driver di cambiamento importante.

Il punto fondamentale per noi? La circolarità, l´economia circolare, sta infatti guidando il mercato. Se si pensa a un componente non si pensa più solo all’efficienza, ma a un compromesso fra efficienza e smontabilità a fine vita: così il nuovo progetto sarà costituito da nuovi componenti componenti recuperati da progetti precedenti con l´intento di non arrestare il ciclo di vita.

L’ecologia non basta, noi vogliamo chiudere il cerchio e rendere l’ecologia attraente dal punto di vista economico, non solo come scelta etica, perché se diventa economicamente attraente allora la scelta green è molto più convincente, questo è il nostro obbiettivo.

Che contributo pensate di portare per temi come il cambiamento climatico?

I gruppi di ricerca sono sei e vogliono promuovere l’efficienza energetica, massimizzandola, per ridurre o eliminare l’uso delle fonti non rinnovabili. Agiamo non solo mitigando gli effetti dei consumi energetici ma anche lavorando sulle strategie e le tecnologie sostenibili, a livello verticale dei componenti e dei sistemi impiantistici.

È nato un nuovo gruppo dedicato agli scenari energetici per amplificare l´impatto dei nostri interventi, il nostro contributo va quindi dal componente, all’edificio, alla città ed oltre, coinvolgendo tutti i settori di attività antropica, residenza, industria, mobilità. Guardiamo al quadro complessivo ma non trascuriamo i dettagli e stiamo già lavorando per un mondo migliore!

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