Recepita la norma EN ISO 18526 parte 1: protezione degli occhi e del viso

Per rispondere alla richiesta degli interlocutori su scala globale in merito alla commercializzazione di protezioni per viso e occhi, la normazione – e in particolare la Commissione UNI/CT 042 per la Sicurezza – ha di recente recepito anche in lingua italiana la EN ISO 18526 parte 1.

Questo articolo è pubblicato in collaborazione con UNI – l’Ente Italiano di Normazione, da 100 anni al servizio di tutti: grandi e piccole imprese, startup, associazioni di lavoratori e professionisti, enti pubblici, amministrazioni locali, centri di studi e ricerca, organizzazioni del terzo settore e cittadini. Per condividere le indicazioni e un linguaggio comune delle norme e dare slancio al sistema produttivo, economico e sociale del Paese.

Normazione per i protettori degli occhi e del viso

Questo documento specifica i metodi di prova di riferimento per determinare le proprietà di potere rifrattivo sferico, cilindrico e prismatico delle lenti piane non montate e montate (lenti non correttive) per i protettori degli occhi e del viso.

La norma non si applica ai prodotti per la protezione degli occhi e del viso per i quali le norme relative ai requisiti fanno riferimento ad altri metodi di prova. Altri metodi di prova possono essere utilizzati se sono dimostrati essere equivalenti e includono incertezze di misura non maggiori di quelle richieste dal metodo di riferimento.

I metodi di prova sono indicati nella serie di norme ISO 18526, mentre i requisiti per le protezioni professionali per occhi e viso sono indicati nella serie ISO 16321. Inoltre vi è un documento guida, ISO 19734, per la selezione, l’uso e la manutenzione delle protezioni per occhi e viso.

Nel mondo dello sport, ad esempio, la protezioni per occhi specifica viene trattata nello specifico nella serie ISO 18527.

Se non diversamente specificato, i valori indicati nel documento sono espressi come valori nominali. Ad eccezione dei limiti di temperatura, i valori non indicati come massimi o minimi sono soggetti ad una tolleranza di ± 5%. Sempre se non diversamente specificato, la temperatura ambiente per le prove dovrebbe essere compresa tra 16°C e 32°C, ma se sono specificati limiti di temperatura, tali limiti dovrebbero avere un’accuratezza di ± 2°C. L’umidità relativa dovrebbe essere mantenuta al 50 ± 20%.

Allo stesso modo, i campioni di prova devono essere sottoposti a prova nei punti di riferimento (per le prove) definiti nella norma ISO 4007. Le prove devono essere effettuate da osservatori addestrati.

All’interno della UNI EN ISO 18526 parte 1 sono riportati i seguenti riferimenti normativi:

  • ISO/IEC Guide 98-3 Uncertainty of measurement – Part 3: Guide to the expression of uncertainty in measurement;
  • ISO 4007 Personal protective equipment – Eye and face protection – Vocabulary;
  • ISO 18526-4 Eye and face protection – Test methods – Part 4: Headforms.

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