Qual è la differenza tra impianto domotico e tradizionale?

Con la diffusione della domotica, l’espressione “casa intelligente” viene sempre più utilizzata. Ma che differenza c’è tra l’impianto domotico e quello tradizionale?

Differenza tra impianto domotico e tradizionale

La differenza tra impianto domotico e impianto tradizionale parte sicuramente dalla modalità di gestione e comando dei due impianti:

  • l’impianto tradizionale ha sia il comando che l’attuazione concentrati nell’interruttore, o negli interruttori;
  • l’impianto domotico consente diversi tipi di operatività gestibili tramite diversi dispositivi e modalità, come ad esempio quella vocale.

Quindi:

  • L’impianto elettrico tradizionale fornisce elettricità in maniera individuale e autonoma, necessitando l’azione umana su un interruttore o elettrodomestico;
  • La domotica unisce tutte le utenze della casa, manipolando autonomamente le informazioni tramite sensori e modificando le impostazioni del locale, come la luce, la temperatura, ecc.

L’impianto domestico

In un’abitazione, ciò che stabilisce la progettazione di un impianto elettrico è la sua pianta, dalla quale consegue la distribuzione delle linee elettriche e la posizione del quadro elettrico dal quale farle partire.

Per poter permettere il funzionamento dell’impianto di illuminazione, è necessario cablare tutta l’abitazione con tre diversi cavi unipolari, uno per la fase dell’impianto, uno per il neutro e uno per la massa. Questi cavi distribuiscono la corrente elettrica per l’edificio, che parte dal quadro elettrico.

Il quadro solitamente parte da un ambiente centrale nella casa, in modo da distribuire a stella i cavi dorsali fino alle scatole di derivazione, da dove partono poi i cavi con sezione minore che alimentano le prese o i punti luce di ogni stanza.

Cosa cambia con l’impianto domotico?

differenza tra impianto domotico e tradizionale

Il cablaggio della rete elettrica resta parte fondamentale del sistema, in quanto permette di alimentare punti luce, prese ed elettrodomestici. Si aggiunge all’impianto un altro cavo distribuito per l’edificio: il cavo bus, spesso distribuito insieme agli altri cavi di dati presenti in casa. Dati ed alimentazione possono viaggiare sugli stessi cavi (in caso di cavi bipolari) oppure diversi (come nel caso di cavi multipolari).

In un impianto domotico restano comunque presenti i pulsanti e gli interruttori fisici per permettere all’utente diversi punti di comando (fisici e virtuali) e assicurare un corretto funzionamento anche in caso di problema di rete.

Dall’esterno, sembra che non cambi nulla con l’impianto domotico. La luce si accende sempre premendo il pulsante, ma adesso il comando dell’accensione arriva dal pulsante alla lampadina attraverso il cavo bus e un modulo apposito. In più, grazie alla domotica, anche il resto del sistema intelligente conosce lo stato del singolo oggetto.

Moduli Plug&Play o programmabili?

Si definiscono Plug & Play oppure Stand Alone quei dispositivi che funzionano in totale autonomia e non necessitano di programmazione. Utilizzando moduli simili non è necessario installare ulteriori dispositivi, oltre all’alimentazione, perché sono già configurati, è sufficiente collegare gli ingressi con le uscite.

I moduli programmabili, d’altro canto, permettono infinite possibilità di progettazione dell’impianto in modo che il suo funzionamento sia su misura dell’utente finale. È necessario, però, considerare anche il tempo necessario alla loro programmazione, oltre all’installazione, e che l’impianto non è funzionante se non a fine programmazione.

Se i moduli Plug & Play sono installabili su guida DIN, una barra metallica utilizzata per installare i moduli nel quadro elettrico, è preferibile installarli nelle scatole di derivazione della stanza interessata dal modulo, così da ottimizzare al massimo il cablaggio della rete (l’unico cavo da portare per tutta la casa sarebbe, in questo caso, il cavo bus).

Capita, a volte, che si preferisca installare i moduli da guida DIN sempre nel quadro elettrico centrale (spazio permettendo). In questo modo, in caso di malfunzionamento, la manutenzione è più semplice. Così facendo, tutti i cavi di potenza sono riportati dal quadro alla stanza nella quale far agire il modulo, perdendo tutti i vantaggi dovuti all’installazione della domotica.