Perché cresce l’interesse delle aziende per la Realtà Mista, Virtuale e Aumentata?

Per la rubrica mensile Ideas for Managers, abbiamo intervistato Andrea Comina, Responsabile Marketing HoloBusiness in Würth Italia, che spiega perché cresce sempre di più l’interesse delle aziende per la Realtà Mista, Virtuale e Aumentata, tecnologie provenienti dal mondo dell’entertainment.

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Si è laureato in Economia e Commercio a Trento e 22 anni fa è entrato in Würth Italia. Oggi è Responsabile Marketing del progetto HoloBusiness.

Quanto stanno investendo le aziende in Realtà Virtuale, Mista e Aumentata?

Conosciamo tutti la Realtà Virtuale: da anni la utilizziamo nei videogiochi. Di recente è entrata sul mercato anche la Realtà Mista, i cui esempi più eclatanti sono l’App Pokémon Go e i filtri sui social network. Con il miglioramento delle connessioni Internet, queste tecnologie innovative sono diventate interessanti anche per il mondo produttivo: nel 2019 gli investimenti dell’industria manifatturiera hanno superato quelli nel settore entertainment. Si stima che nel 2020 il 40% delle aziende dei settori manifatturiero, delle costruzioni e dell’impiantistica investirà nella Realtà Virtuale e Mista e che queste tecnologie porteranno immediati benefici nei vari processi aziendali.

Quali settori ne trarranno maggiore beneficio?

In primo luogo tutto l’ambito medicale: imprese farmaceutiche, medici e ospedali, che utilizzeranno queste tecnologie per la diagnostica e le visite a distanza. Segue a ruota il mondo manifatturiero, dove la Realtà Aumentata troverà applicazione nella progettazione, formazione del personale, gestione degli impianti, vendita e post vendita. Altri settori coinvolti saranno costruzioni, retail e turismo. Si stima che, in questi ambiti, dal 20 al 30% dell’orario di lavoro di un dipendente verrà influenzato dai nuovi strumenti.

Ci sono già esempi concreti di applicazione?

Nella produzione c’è un’applicazione software-hardware che aiuta i nuovi lavoratori ad apprendere le mansioni grazie a un gemello digitale che replica le attività lavorative. Ci sono tecnologie a supporto dei progettisti e dei venditori di progetti industriali e strumenti ad hoc per la fase di post vendita, grazie ai quali è possibile abbattere i costi di trasferimento di personale tecnico per la manutenzione e assistenza. Infine, possiamo ricordare i software che consentono di svolgere riunioni con gli ologrammi delle persone e quelli che, allo stesso modo, permettono l’esposizione di ologrammi nelle fiere e nei punti vendita, con conseguenti benefici dal punto di vista economico e dei trasporti.

Le aziende italiane sono pronte a recepire queste nuove tecnologie?

Industria 4.0 ha contribuito a creare una cultura dell’innovazione nelle aziende italiane. Se però da un lato è facile fare investimenti su macchinari e attrezzature che velocizzano o migliorano la produzione e che danno risultati tangibili immediati, dall’altro, quando si tratta di tecnologie estremamente innovative, come quelle legate alla Realtà Aumentata, è più difficile farne capire i benefici.

Il messaggio che cerchiamo di trasmettere è che quando si adotta una nuova tecnologia, sono l’azienda e la sua organizzazione a dover cambiare e a doversi adattare per sfruttarla al meglio, non viceversa. Se si investe in innovazione lasciando invariati i processi, il beneficio che se ne trarrà sarà limitato. Il massimo sarebbe nominare un responsabile del progetto giovane, magari neoassunto, che abbia però tutto il supporto di cui ha bisogno per portare avanti il lavoro e abbattere le inevitabili barriere mentali.

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