Quando si parla di ancoranti per applicazioni in zona sismica, una delle domande più frequenti è semplice: basta che il prodotto sia dichiarato idoneo per uso sismico, oppure bisogna verificare anche altro? La risposta è chiara: bisogna controllare anche la categoria di prestazione sismica dichiarata, perché le sigle C1 e C2 non sono equivalenti e non indicano in modo generico la stessa cosa. Per chi acquista, rivende o installa, capire questa differenza è importante per evitare sostituzioni improprie, errori in cantiere o scelte non coerenti con quanto richiesto dal progetto. Noi di Würth lo vediamo spesso: prodotti apparentemente simili, o della stessa tipologia, possono avere qualificazioni sismiche diverse a seconda del diametro, della configurazione o delle condizioni di impiego previste.
Cosa significano le categorie C1 e C2
Le categorie C1 e C2 identificano il livello di qualificazione sismica dell’ancorante. Non sono quindi sigle commerciali o descrizioni generiche, ma indicazioni prestazionali riportate nella documentazione ufficiale del prodotto, in particolare nella Valutazione Tecnica Europea ETA e nella scheda tecnica. Tra le due, C2 rappresenta la categoria più severa: i prodotti qualificati secondo questa categoria sono sottoposti a prove specifiche più impegnative, pensate per simulare gli effetti delle azioni sismiche in condizioni più gravose. La differenza, quindi, non è solo nominale, ma esprime un diverso livello di prestazione che deve essere valutato in funzione delle prescrizioni di progetto e del contesto applicativo.
Questa distinzione diventa concreta quando si considera il comportamento del supporto in presenza di sisma. Durante un evento sismico, infatti, il calcestruzzo in cui è installato l’ancorante può presentare fessurazioni anche significative, la cui ampiezza varia ciclicamente. In queste condizioni, l’ancoraggio è chiamato a mantenere un comportamento affidabile non solo in termini di resistenza, ma anche rispetto agli spostamenti. In modo semplificato, possiamo quindi dire che un prodotto qualificato in categoria C2 offre una risposta più adatta a condizioni sismiche più severe, nelle quali il supporto può subire fessurazioni importanti.
Una distinzione importante anche nella scelta pratica
La sola indicazione che un ancorante sia idoneo per applicazioni sismiche non è sempre sufficiente. La verifica corretta è un’altra: bisogna capire quale categoria di prestazione sismica è dichiarata per quel prodotto e per quella specifica configurazione. Se il progetto prescrive un ancorante in categoria C2, un prodotto qualificato esclusivamente in categoria C1 non può essere considerato equivalente. È proprio qui che spesso nasce l’errore: ci si concentra sulla tipologia di ancorante, sul diametro o sui valori di resistenza in condizioni statiche, ma si trascura la categoria sismica effettivamente richiesta.
Nel contesto italiano c’è poi un riferimento utile da tenere presente. Per gli ancoraggi strutturali sismo-resistenti, le Norme Tecniche per le Costruzioni richiamano l’impiego di prodotti con categoria di prestazione sismica C2. Naturalmente questo richiamo va letto all’interno del quadro progettuale completo e delle prescrizioni applicabili al caso specifico, ma il messaggio pratico resta chiaro: quando si parla di ancoraggi strutturali con funzione sismo-resistente, la categoria C2 è il riferimento centrale da verificare.
Cosa controllare prima di acquistare o installare un ancorante
Le informazioni corrette vanno cercate sempre nei documenti ufficiali del prodotto, in particolare in:
- Valutazione Tecnica Europea ETA
- Dichiarazione di Prestazione DoP
- Scheda tecnica
In questi documenti non bisogna controllare solo se il prodotto è dichiarato in categoria C1 o C2, ma anche per quali misure, accessori e condizioni di utilizzo quella qualificazione risulta valida. La categoria sismica, infatti, non sempre si applica indistintamente a tutta la gamma o a tutte le configurazioni disponibili.
Gli ancoranti Würth con prestazione sismica C1 e C2.
Nel nostro assortimento sono presenti diverse soluzioni per ancoraggi strutturali in presenza di azioni sismiche. Anche in questo caso vale sempre la stessa regola: la categoria dichiarata va verificata sul documento ufficiale del prodotto e sulla specifica configurazione prevista.
Ancoranti in acciaio
W-FAZ PRO e W-FAZ sono ancoranti meccanici ad espansione per uso strutturale, qualificati anche per applicazioni in presenza di azioni sismiche. La qualifica sismica di categoria C1 e C2 è valida per le misure da M8 a M20, come riportato nelle ETA-20/0229 e ETA-99/0011. La conformazione della fascetta d’espansione, insieme alla corretta coppia di serraggio, rende questo tassello particolarmente adatto anche in presenza di fessure, mentre W-FAZ PRO rappresenta l’evoluzione di W-FAZ e consente ancoraggi con prestazioni superiori.
Vite per calcestruzzo
W-BS offre ottime prestazioni in presenza di fessure nel calcestruzzo grazie al suo meccanismo di funzionamento per accoppiamento di forma. In questo caso la qualificazione sismica dichiarata è C1 per le misure da 6 a 14 e C2 per le misure da 8 a 14, secondo ETA-16/0043. È un esempio utile perché mostra bene un aspetto pratico: la categoria sismica può cambiare in base alla misura e non va mai data per scontata su tutta la gamma.
Ancorante chimico
WIT-PE 1000 è una resina epossidica per ancoraggi strutturali sismo-resistenti che consente di ottenere prestazioni elevate e spostamenti contenuti. La categoria sismica dichiarata è C1 per barre filettate da M8 a M30 e C2 per barre filettate da M12 a M30, con riferimento alla ETA-19/0542, che contiene i parametri necessari per la valutazione prestazionale del prodotto e per la progettazione dell’ancoraggio secondo la EN 1992-4.
Ancorante chimico ibrido
WIT-UH 300 è invece un ancorante chimico ibrido a base di resina in uretano-metacrilato, appartenente alla famiglia delle resine vinilestere. Rappresenta una soluzione tecnica alternativa alla resina epossidica per ancoraggi chimici strutturali resistenti alle azioni sismiche. La prestazione sismica dichiarata è C1 per barre da M8 a M30 e C2 per barre da M12 a M24, secondo ETA-17/0127.
Sistema ad iniezione
Nel nostro catalogo è presente anche il sistema ad iniezione costituito dall’ancorante chimico WIT-VM 100 e dalle barre speciali W-VIZ-A. La particolare forma della barra consente di raggiungere resistenze elevate e spostamenti contenuti, con prestazione sismica C1 e C2 per barre da M10 a M24, secondo ETA-04/0095.
Resine vinilestere
WIT-VM 250, WIT-NORDIC e WIT-VM 210, utilizzabili per ancoraggi sismo-resistenti in abbinamento alle barre filettate. In particolare, WIT-VM 250 e WIT-NORDIC consentono ancoraggi con prestazione sismica C1 per barre filettate da M8 a M30 e C2 per barre filettate da M12 a M20, secondo ETA-12/0164. WIT-VM 210, qualificato dall’ETA-20/0647, consente invece di realizzare ancoraggi con prestazione sismica C1 per barre da M8 a M20 e C2 per barre M12 e M16.
In conclusione
Capire cosa significano le categorie C1 e C2 ti aiuta a fare una scelta più consapevole e soprattutto più coerente con le prescrizioni progettuali. In sintesi, C2 identifica una prestazione sismica più severa; nelle applicazioni sismiche più gravose offre una risposta più adeguata anche rispetto agli spostamenti dell’ancoraggio; per gli ancoraggi strutturali sismo-resistenti, nel contesto italiano, è il riferimento da considerare con particolare attenzione. La conformità, però, non va mai data per scontata: deve essere sempre verificata nella documentazione ufficiale del prodotto, controllando categoria dichiarata, misure, accessori e condizioni di utilizzo previste. Quando valuti un ancorante per un’applicazione in zona sismica, quindi, la domanda corretta non è solo se il prodotto sia idoneo in generale, ma se sia qualificato nella categoria richiesta per quello specifico impiego.
Domande & Risposte
Cosa significano le categorie sismiche C1 e C2?
Le sigle C1 e C2 indicano la categoria di prestazione sismica dell’ancorante, cioè il livello di qualificazione del prodotto per l’impiego in presenza di azioni sismiche. Non sono quindi etichette generiche, ma classificazioni tecniche riportate nella documentazione ufficiale, come ETA e scheda tecnica. Tra le due, C2 rappresenta la categoria più severa e identifica prodotti valutati per condizioni sismiche più gravose.
Se un ancorante è dichiarato per uso sismico, va sempre bene?
Non sempre. La dicitura generica “idoneo per uso sismico” non basta, perché bisogna capire quale categoria sismica è dichiarata e per quali condizioni di impiego. Per fare una verifica corretta, conviene controllare se il prodotto è qualificato in C1 o C2 e se quella qualificazione vale per il diametro, la configurazione e l’applicazione previste dal progetto.
Quando serve un ancorante con categoria C2?
La categoria C2 entra in gioco quando il progetto richiede un livello di prestazione sismica più severo. Nel contesto italiano, per gli ancoraggi strutturali sismo-resistenti, il riferimento da considerare con particolare attenzione è proprio la C2. In pratica, non è una scelta da fare per analogia: va verificato sempre cosa prescrive il progetto e se il prodotto selezionato rispetta quella richiesta.
Quando serve un ancorante con categoria C1?
Un ancorante con categoria C1 serve nei casi in cui il progetto preveda esplicitamente questa categoria e non richieda una prestazione C2. Anche in questo caso, però, la verifica non va fatta in modo generico: bisogna controllare che la qualificazione C1 sia valida per la misura e per la configurazione di impiego previste. In altre parole, C1 non significa “sempre sufficiente”, ma “adeguato quando è coerente con le prescrizioni progettuali”.
Dove si controlla la categoria sismica di un ancorante?
La categoria sismica va verificata sempre nella documentazione ufficiale del prodotto. I riferimenti principali sono la Valutazione Tecnica Europea ETA, la Dichiarazione di Prestazione DoP e la scheda tecnica. Non basta trovare la sigla C1 o C2: bisogna controllare anche per quali diametri, accessori e condizioni di utilizzo quella qualificazione è effettivamente valida.
La categoria C2 vale per tutte le misure dello stesso prodotto?
Non necessariamente. In molti casi la qualificazione sismica cambia in base al diametro, alla barra filettata, alla configurazione di impiego o ad altre condizioni previste dal documento tecnico. Per questo non conviene mai dare per scontato che un’intera gamma sia tutta qualificata allo stesso modo: la verifica va fatta sempre sul prodotto specifico.
Conta solo la resistenza statica?
No. In presenza di azioni sismiche non basta considerare i valori di resistenza in condizioni statiche. Durante un sisma, infatti, il calcestruzzo può fessurarsi anche in modo significativo e l’ancoraggio deve mantenere un comportamento affidabile anche rispetto agli spostamenti. È proprio per questo che la categoria sismica dichiarata è un elemento decisivo nella scelta del prodotto corretto.




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