Quando lavori in contesti dove possono essere presenti polveri, vapori, gas o aerosol, la protezione delle vie respiratorie diventa un elemento centrale del tuo modo di operare. La scelta dei filtri per maschere non è un dettaglio tecnico: è una decisione che incide direttamente sulla tua salute e sulla qualità del lavoro quotidiano.
Ogni attività porta con sé rischi diversi e richiede attenzione, consapevolezza e la capacità di valutare con precisione ciò che respiri mentre svolgi il tuo lavoro. Per noi, la sicurezza non è una formalità: è un valore condiviso, che si costruisce giorno dopo giorno. Essere al tuo fianco significa offrirti competenza tecnica, informazioni chiare e strumenti utili per prendere decisioni motivate e sicure, anche nelle situazioni più complesse.
Conoscere le differenze tra filtri antipolvere, antigas o combinati ti permette di lavorare con maggiore tranquillità, sapendo di aver scelto la protezione più adatta all’ambiente in cui operi. In questa guida approfondiamo la classificazione secondo le norme EN143 ed EN14387, la codifica a colori e le indicazioni su durata e sostituzione, nel quadro degli obblighi previsti dal D.Lgs. 81/08.
INDICE:
Classificazione dei filtri per maschere: categorie e tipologie
Filtri antipolvere (EN143)
Filtri antigas e filtri combinati (EN14387)
Durata e sostituzione dei filtri maschera
Buone pratiche operative
Classificazione dei filtri per maschere: categorie e tipologie
La protezione delle vie respiratorie richiede l’uso di filtri adeguati alla natura degli inquinanti presenti. Le norme tecniche europee, EN143 per i filtri antipolvere ed EN14387 per i filtri antigas e combinati, definiscono categorie, prestazioni e requisiti minimi.
Questi aspetti rientrano negli obblighi di tutela previsti dal D.Lgs. 81/08, che impone al datore di lavoro di fornire dispositivi adeguati ai rischi effettivamente presenti e di garantirne il corretto utilizzo. La corretta scelta della classe di protezione di un filtro per gas e vapori dipende dalla sostanza pericolosa da contrastare e dalla sua concentrazione. Prima di entrare nel dettaglio delle classificazioni e dei colori, è utile chiarire come si suddividono i contaminanti aerodispersi.
Tipologie di contaminanti
I contaminanti presenti nell’aria possono assumere forme diverse:
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Polveri: particelle fini generate dalla frantumazione di materiali solidi.
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Nebbie: goccioline liquide, di origine organica o acquosa.
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Fumi: particelle solide molto fini, generate dalla fusione o vaporizzazione di un metallo che successivamente si raffredda.
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Gas: sostanze allo stato aeriforme a pressione e temperatura ambiente.
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Vapori: forma gassosa di sostanze che in condizioni normali sono liquide o solide.
Filtri antipolvere (EN143)
I filtri antipolvere proteggono da particelle solide e liquide come polveri, fumi metallici e aerosol. Non offrono protezione contro gas o vapori.
La norma EN143 classifica questi filtri in tre livelli di efficienza:
| Classe filtro | Livello di protezione | Efficienza di filtrazione |
|---|---|---|
| P1 | Efficienza bassa | ≥ 80% |
| P2 | Efficienza media | ≥ 94% |
| P3 | Efficienza alta | ≥ 99% |
Il filtro P1 è adatto a concentrazioni basse di particelle non particolarmente pericolose.
Il P2 è indicato per esposizioni di media entità.
Il P3 offre la massima protezione ed è utilizzato in presenza di agenti pericolosi o concentrazioni elevate.
La scelta deve sempre essere coerente con la valutazione dei rischi aziendale.
Filtri antigas e filtri combinati (EN14387)
I filtri antigas proteggono da gas e vapori. I filtri combinati integrano una componente antigas con una componente antipolvere (P), risultando adatti in ambienti con contaminazione mista.
La classificazione avviene attraverso:
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una lettera identificativa, che indica il tipo di sostanza
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una classe numerica (1, 2, 3), che indica la capacità di assorbimento
La classe numerica indica la quantità di contaminante che il filtro può assorbire:
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Classe 1 – Bassa capacità (fino a 0,1% in volume – fino a 1000 ppm)
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Classe 2 – Media capacità (0,1%–0,5% in volume – fino a 5000 ppm)
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Classe 3 – Alta capacità (0,5%–1% in volume – fino a 10.000 ppm)
La scelta della classe dipende dalla concentrazione misurata nell’ambiente di lavoro e dai limiti di esposizione professionale.
Durata e sostituzione dei filtri maschera
La vita utile di un filtro dipende dalle sue dimensioni e dalle condizioni di utilizzo. Non esiste una durata universale valida per ogni situazione.
Fattori che influiscono sulla vita utile:
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concentrazione dei contaminanti
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combinazione di contaminanti
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umidità atmosferica
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temperatura
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durata d’impiego
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frequenza respiratoria dell’utilizzatore
Il D.Lgs. 81/08 richiede che i DPI siano mantenuti in condizioni ottimali e sostituiti quando non più efficaci.
Filtri antigas (EN14387)
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Sostituire non appena si percepisce odore o sapore del contaminante.
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Non superare la durata indicata dal produttore.
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Dopo l’apertura, l’efficacia diminuisce progressivamente anche se il filtro non viene utilizzato.
Filtri antipolvere (EN143)
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Sostituire quando aumenta la resistenza respiratoria.
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Cambiare il filtro se visibilmente sporco o intasato.
Filtri combinati
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Parte particellare (P): sostituire per aumento della resistenza respiratoria.
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Parte antigas (A/B/E/K): sostituire alla percezione di odore o sapore del contaminante.
Buone pratiche operative
Una gestione corretta dei filtri è parte integrante del sistema di prevenzione aziendale.
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Conservare i filtri non utilizzati in contenitori ermetici.
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Non utilizzare filtri danneggiati, umidi o scaduti.
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Rispettare le istruzioni del fabbricante e le procedure aziendali.
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Formare periodicamente il personale sull’uso corretto degli APVR.
La protezione delle vie respiratorie non dipende solo dal dispositivo scelto, ma dalla combinazione tra valutazione del rischio, scelta corretta del filtro e gestione consapevole nel tempo. Una decisione tecnica ben presa oggi evita esposizioni dannose domani.
Sicurezza e uso corretto dei DPI: una responsabilità concreta
La sicurezza non è un adempimento burocratico, ma una scelta quotidiana che tutela la tua salute, la qualità del tuo lavoro e la continuità delle attività. I dispositivi di protezione individuale, compresi gli APVR e i relativi filtri, rappresentano l’ultima barriera tra te e il rischio residuo. Per questo è fondamentale sceglierli con criterio, utilizzarli correttamente e sostituirli nei tempi previsti.
Un DPI è davvero efficace solo se inserito in un sistema di prevenzione fatto di valutazione dei rischi, formazione e manutenzione. Indossare il dispositivo giusto, nel modo corretto e per tutto il tempo necessario significa trasformare un obbligo normativo in una protezione reale.
La cultura della sicurezza si costruisce con consapevolezza e responsabilità condivisa. Ogni scelta attenta che fai riduce l’esposizione al rischio e rafforza un principio semplice ma essenziale: proteggere te stesso è il primo passo per lavorare bene e in modo sostenibile nel tempo.




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