Skip to main content

Ogni fissaggio, dal più semplice al più tecnico, richiede un tassello o un ancorante che lavori in modo sicuro, coerente con il materiale di supporto, le condizioni ambientali e le sollecitazioni in gioco. Una scelta sbagliata può portare a deformazioni, cedimenti o corrosione precoce. Una scelta corretta, invece, garantisce durata, prestazioni e tranquillità professionale. Per aiutarti a lavorare al meglio, abbiamo creato una checklist in 6 passaggi: uno strumento pensato per chi, come te, affronta ogni giorno casi di installazione differenti dovuti a tipologie di carico differenti oppure installazioni in ambienti interni o all’esterno e/o esposti ad ambienti umidi o a contatto con l’acqua.

1 – Conoscere l’elemento da fissare

L’elemento da ancorare ha un ruolo determinante nella scelta della tipologia di ancorante, sia per la prestazione richiesta sia per la semplicità d’installazione. L’ancoraggio di un elemento strutturale richiede prestazioni diverse rispetto al fissaggio di un serramento. Il fissaggio di un pannello isolante deve garantire stabilità e capacità termoisolante, mentre l’ancoraggio di un profilo metallico per impianti deve essere resistente ma anche rapido e semplice da eseguire. Allo stesso modo, un oggetto fissato direttamente a cappotto, come un cartello, necessita di prestazioni meccaniche differenti rispetto al fissaggio di un pluviale alla muratura.


In base alle caratteristiche costruttive un tassello può:

  • espandersi all’interno del materiale di supporto (tasselli ad espansione)
  • creare un sottoquadro meccanico (tasselli per muratura forata, tasselli a farfalla per cartongesso, tasselli per soffitti)
  • incidere il supporto per creare un ingranamento meccanico (vite per calcestruzzo)
  • oppure lavorare tramite adesione chimica (ancoranti chimici)

2-Identificare il materiale di base

Una volta chiarito cosa deve essere fissato, il passo successivo è individuare il supporto di installazione. Il materiale di base è il fattore più determinante nella scelta del prodotto più adatto, perché ogni supporto reagisce in modo diverso alle sollecitazioni. Di seguito i casi più ricorrenti:

CALCESTRUZZO E CEMENTO ARMATO
È omogeneo, compatto e molto resistente.
Qui si usano viti per calcestruzzo, ancoranti meccanici specifici o sistemi di ancoraggio chimico.

Le soluzioni più adatte, in questo caso sono:

  • viti per calcestruzzo
  • tasselli metallici ad espansione
  • ancoranti chimici in abbinamento a barre filettate

CALCESTRUZZO AREATO AUTOCLAVATO AAC (calcestruzzo cellulare, gasbeton, ytong)
È leggero, poroso e ha un buon comportamento termoisolante.
Richiede ancoranti specifici capaci di “mordere” un materiale poco denso, oppure soluzioni universali progettate proprio per supporti poco consistenti. Alcuni di questi possono essere installati anche In funzione della densità del materiale.

In questo caso sono adatti:

  • tasselli ad espansione per AAC
  • ancorante chimico idoneo ad impiego su AAC

MURATURA PIENA O FORATA
Mattoni pieni, semipieni o forati Possono avere caratteristiche geometriche e meccaniche differenti.
Nelle murature piene possono essere impiegati ancoranti chimici idonei in abbinamento a barre filettate. Possono essere utilizzati anche tasselli in nylon capaci di espandersi per avvitamento della vite associata senza esercitare eccessiva pressione sul blocco di muratura.

  • Su mattoni forati: ancoranti chimici in abbinamento a barre filettate e bussole a rete, tasselli specifici per blocchi forati, tasselli prolungati ad espansione idonei all’impiego in muratura forata
  • Su muratura piena Ancoranti chimici idonei all’impiego in muratura in abbinamento a barre filettate, tasselli in nylon e tasselli prolungati in nylon, ancoranti meccanici per carichi mediSu supporti friabili o muratura debole: tasselli per muro vuoto o friabile, tasselli universali con espansione a nodo.

CARTONGESSO
È il materiale più delicato: È necessario un tassello capace di espandersi all’interno del vuoto interno alla lastra, oppure capace di far presa nello spessore della lastra di cartongesso.

Richiede tasselli specifici:

  • tasselli auto-perforanti ad avvitamento nel cartongesso tasselli a farfalla
  • tasselli a paracadute
  • viti per cartongesso
  • tasselli in nylon

CAPPOTTO TERMICO
Un caso molto diffuso, soprattutto negli interventi di riqualificazione energetica e nelle nuove costruzioni ad alta efficienza, dove la presenza dello strato isolante modifica profondamente le logiche di fissaggio rispetto alla muratura tradizionale.

Tre applicazioni principali:

Tasselli per cappotto termico → quando è necessario fissare il pannello di isolamento termico (tasselli specifici per il fissaggio di pannelli di isolamento termico, con chiodo a percussione o con vite).

Tasselli per fissaggio su cappotto esistente → quando è necessario appendere un oggetto sulla facciata isolata (distanziatori o tasselli specifici per polistirene). (Tasselli specifici per fissaggio di elementi leggeri su cappotto).

Tasselli meccanici prolungati o con sistema ad iniezione chimica → quando è necessario fissare elementi su facciata isolata con o senza taglio termico (con l’ausilio eventuale di sistemi di rinforzo del fissaggio e di protezione dello strato isolante, ad es. utilizzo di distanziale), ad esempio per il fissaggio di tende da sole, pensiline o unità esterne di climatizzatori.

3 – Valutare la tenuta richiesta

Ogni tassello o ancorante ha una portata massima, che dipende da supporto, caratteristiche del tassello e modalità di installazione.
In generale si possono distinguere le seguenti categorie:

TASSELLI E ANCORANTI LEGGERI
Come i tasselli in nylon Per i quali vengono forniti generalmente valori di carico consigliati o ammissibili.
Sono adatti a fissaggi generici, quali per esempio quadri, staffe, piccoli accessori, mensole leggere.

ANCORANTI STRUTTURALI
Come ancoranti metallici o chimici, per cui sono indicati:

  • carichi caratteristici
  • carichi di progetto
  • destinazione d’uso e specifiche istruzioni d’installazione previste da ETA
  • compatibilità con calcestruzzo fessurato o condizioni sismiche

 

4 – Valutare le condizioni ambientali

Il contesto ambientale ha un impatto diretto sulla durabilità dell’ancorante.
La presenza di umidità, agenti atmosferici o ambienti d’esposizione aggressivi può innescare processi di corrosione che riducono la sezione resistente del metallo.

Interno asciutto → acciaio zincato
Esterno o interno umido → acciaio inox
Ambienti altamente corrosivi → acciaio HCR

Questo vale per tasselli in acciaio, barre filettate abbinate agli ancoranti chimici e viti in acciaio abbinate a tasselli in nylon, perché la corrosione incide progressivamente sulla resistenza dell’ancorante e può comprometterne le prestazioni nel tempo.

5 – Verificare le certificazioni necessarie

In ambito edilizio e impiantistico, alcune applicazioni richiedono specifiche certificazioni tecniche. È quindi fondamentale verificare con attenzione la documentazione del prodotto prima della scelta e dell’installazione.

Le principali certificazioni da considerare sono:

ETA (European Technical Assessment), che definisce campi di applicazione, resistenze, materiali e procedure di installazione
Marchio CE, che attesta la conformità ai requisiti europei
Prestazione sismica, necessaria in aree a rischio sismico
Resistenza al fuoco, anche sotto forma di rapporto di prova

Due prodotti apparentemente simili possono presentare differenze sostanziali sotto il profilo certificativo: uno può essere indicato per calcestruzzo fessurato, l’altro no; uno può essere idoneo per l’impiego in zona sismica, mentre l’altro può non essere certificato per questa destinazione d’uso.

Una verifica puntuale delle certificazioni consente di prevenire non conformità e possibili contestazioni in cantiere.

Verificare questo aspetto evita la presenza di non conformità e contestazioni in cantiere

6 – Considerare la geometria dell’installazione

L’ultimo passaggio riguarda gli aspetti geometrici dell’applicazione, elementi spesso sottovalutati ma determinanti per la sicurezza del fissaggio.

La corretta valutazione della geometria incide quanto la scelta dell’ancorante stesso.

È necessario considerare:

• lo spessore dell’elemento da fissare
• lo spessore del supporto
• il diametro del foro
• la distanza dal bordo
• l’interasse tra tasselli
• la lunghezza della vite da abbinare a tasselli universali in nylon

Nel caso di tasselli in nylon universali, una semplice formula consente di determinare la lunghezza corretta della vite:

Lunghezza vite = lunghezza tassello + spessore elemento + 1 × diametro tassello

Un partner completo per ogni esigenza di fissaggio

Scegliere l’ancorante giusto significa combinare esperienza, metodo e conoscenza dei materiali. Valutare in modo completo l’oggetto da fissare, il materiale di base, la tenuta richiesta, l’ambiente di installazione, le certificazioni necessarie e i parametri geometrici consente di ridurre il margine di errore e di realizzare fissaggi a regola d’arte.

È questo l’approccio che ci guida ogni giorno: essere un partner completo e affidabile, capace di offrire non solo una gamma ampia di soluzioni certificate, ma anche competenza tecnica e supporto concreto in ogni fase del lavoro. Un punto di riferimento a 360°, per operare con sicurezza, precisione e professionalità.

    Hai bisogno di maggiori informazioni? Scrivici!

    Compila il form per essere ricontattato a breve da un referente Würth.


    Lascia un commento