Come utilizzare correttamente gli ancoranti chimici

Gli ancoranti chimici sono costituiti da una resina e da un catalizzatore (induritore), alloggiati in due sedi separate, in una cartuccia o in una fiala. In caso di utilizzo del prodotto in cartuccia, i due componenti sono estrusi e mescolati già all’interno di un miscelatore statico, avvitato sulla cartuccia. Nel caso della fiala, questa viene rotta dall’inserimento della barra di fissaggio. Una volta che i due componenti sono a contatto, inizia la reazione chimica di indurimento.

La posa degli ancoranti rappresenta un’operazione fondamentale, affinché il fissaggio possa esibire la tenuta prevista.

Realizzazione del foro

La scelta del metodo di foratura dipende dal materiale di supporto per il fissaggio.
Il foro può essere realizzato a roto-percussione in materiale pieno e ad alta resistenza, come nel caso del calcestruzzo o della muratura piena ad alta densità. Il foro può essere realizzato invece a sola rotazione nel caso di materiale forato o di materiale pieno a bassa densità. Ad esempio una foratura a roto-percussione in materiale forato può compromettere la tenuta del fissaggio.

Il foro deve avere diametro specifico in funzione del diametro della barra da ancorare. La dimensione corretta assicura la migliore aderenza tra resina e barra e tra resina e pareti del foro. Il diametro del foro, indicato nelle schede del prodotto, è solitamente più grande di 2mm, per barre di diametro inferiore a M20, rispetto a quello della barra filettata. Per misure superiori la differenza è di 4-5mm.

Nel caso invece di ancoraggio di barre ad aderenza migliorata, per barre di diametro inferiore a ø20, il diametro del foro è solitamente più grande di 4mm rispetto a quello della barra. Per misure superiori la differenza è di 7-8mm.

Pulizia del foro

La pulizia del foro rappresenta un altro aspetto importante, spesso trascurato,  che influenza molto la resistenza dell’ancoraggio. La presenza residua di polvere di foratura compromette infatti il legame tra la resina e le pareti del foro. L’assenza di pulizia comporta una riduzione di resistenza fino al 70%!

L’operazione prevede l’utilizzo di pompetta a mano o pompa ad aria compressa con 4 soffiaggi, seguito dall’utilizzo di scovolino per quattro volte e successivi 4 soffiaggi con pompetta a mano o ad aria compressa.

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Fig. 1 Curva forza/spostamento con pulizia completa del foro
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Fig. 2 Curva forza/spostamento con pulizia parziale del foro
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Fig. 3 Curva forza/spostamento con pulizia solo con aria

 

 

 

 

 

Posa dell’ancorante chimico

L’estrusione del prodotto deve prevedere lo scarto di una prima quantità. Questa infatti non è il risultato di un perfetto mescolamento dei due componenti. Solitamente si scartano i primi 10cm o comunque si scarta il materiale finché il colore della miscela non sia uniforme.

L’estrusione deve avvenire da fondo foro verso l’esterno, lasciando l’ugello immerso nella resina, in modo da evitare che si creino vuoti d’aria all’interno. È sufficiente riempire 2/3 del volume del foro, in quanto il restante è occupato dalla barra filettata.

L’inserimento della barra deve avvenire a mano con leggere rotazioni, in modo da favorire il perfetto ingranamento con la resina. A inserimento completato è importante che la resina fuoriesca dal foro. Ciò consente di verificare che sia riempito l’intero volume. In caso contrario è necessario estrarre la barra e inserire ancorante chimico aggiuntivo.

Prima di poter fissare l’elemento è necessario attendere il tempo di indurimento, il quale dipende dal tipo di prodotto utilizzato e dalla temperatura esterna. A indurimento completato è consentito fissare l’elemento e serrare il dado con chiave dinamometrica al corretto valore della coppia.

Nel caso di utilizzo di ancorante chimico in fiala, questa viene inserita nel foro dopo l’operazione di pulizia. L’inserimento della barra filettata collegata all’elettroutensile a roto-percussione, rompe la fiala e mescola i due componenti, dando inizio alla reazione di indurimento. Particolare attenzione deve essere dedicata alla scelta del diametro e della profondità del foro.

Impiego in supporti forati

Nei materiali pieni la tenuta è dovuta all’ingranamento dell’ancorante chimico rispetto alla filettatura della barra e alla parete del foro.
Nei supporti forati si utilizza in aggiunta una bussola a rete che ha lo scopo di contenere la resina in essa estrusa e di realizzare un sottosquadro, cioè un adattamento di forma che crea un contrasto rispetto alle pareti interne della muratura, consentendo all’ancoraggio di resistere alle sollecitazioni.

Ancoranti chimici e Valutazione Tecnica Europea ETA

Esistono vari tipi di ancoranti chimici con prestazioni diverse in relazione alla propria composizione chimica. Per impieghi in opere da costruzione è necessario che il prodotto abbia marcatura CE e quindi che sia dotato di Valutazione Tecnica Europea ETA. Questo documento consente di determinare le prestazioni del prodotto, le quali sono dichiarate dal produttore nella Dichiarazione di Prestazione DoP, necessaria per poter ottenere la marcatura CE.


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